Catabolismo muscolare: quando succede DAVVERO (e quando è solo paranoia)
Catabolismo muscolare: cosa conta davvero nel natural bodybuilding
Se ogni volta che salti uno spuntino, dormi male o passi una giornata stressante hai la paranoia di “andare in catabolismo”, questa email è per te.
Perché no: non stai perdendo muscolo ogni volta che fai tardi la sera, non stai bruciando mesi di lavoro solo perché hai fatto 6 ore di sonno invece di 8, e no, il tuo bicipite non si sta smontando mentre leggi queste righe.
Il catabolismo muscolare esiste, ma nel natural bodybuilding è molto più noioso, prevedibile e controllabile di come viene raccontato.
Se capisci da cosa dipende DAVVERO, puoi smettere di farti paranoie inutili e iniziare a concentrarti su ciò che conta per preservare (e costruire) massa muscolare.
Partiamo dalla base fisiologica, non dalle leggende da spogliatoio.
La realtà è meno “drammatica” di così
Nel mondo del bodybuilding se ne abusa: basta un po’ di stress, una notte in bianco, saltare uno spuntino… e subito si sente dire “sto andando in catabolismo”.
La realtà, se guardiamo la fisiologia e soprattutto la pratica sul campo con centinaia di atleti, è molto più semplice e molto meno “drammatica” di così.
I tre fattori che determinano il bilancio proteico
Il bilancio proteico del muscolo dipende da tre fattori principali:
- Introito proteico
- Stato di allenamento
- Bilancio energetico
I primi due li do per scontati se mi stai leggendo:
- assumi una quota proteica adeguata ogni giorno
- ti alleni regolarmente e non sei completamente deallenato.
In mancanza totale di allenamento, soprattutto protratta nel tempo, il corpo inizia a “disinvestire” dalla massa muscolare: non arriva più il segnale che quel tessuto è necessario alla sopravvivenza, e il muscolo diventa una risorsa costosa che può essere ridotta.
Questo può accadere anche senza deficit calorico: il semplice deallenamento, da solo, è sufficiente a innescare perdita di tessuto muscolare.
Il fattore determinante: il bilancio energetico
Diverso è il discorso per chi si allena con costanza. In questo caso il vero fattore determinante è il BILANCIO ENERGETICO.
Il deficit calorico è l’unica condizione che apre realmente la porta al catabolismo muscolare strutturale, cioè alla degradazione di proteine muscolari che non vengono più rimpiazzate.
Tutti gli altri fattori di cui si parla continuamente (stress, digiuno, sovrallenamento percepito, insonnia ecc.) possono al massimo aumentare il rischio e la velocità del catabolismo, ma solo se sopra c’è già un bilancio energetico NEGATIVO.
Se il tuo bilancio energetico è pari a zero (normocalorica) o positivo (leggero surplus) e:
- ti alleni con coerenza nel tempo
- mantieni la prestazione sugli esercizi chiave
- assumi proteine a sufficienza
il catabolismo muscolare vero e proprio non parte. Punto.
Da qui nascono vari fraintendimenti
Da qui nascono vari fraintendimenti.
Esempio: il sovrallenamento. Quando qualcuno vede calare la prestazione in normocalorica o in surplus, tende a pensare: “Mi sto consumando, sto perdendo muscolo”.
Nella quasi totalità dei casi ciò che sta andando in crisi non è il muscolo, ma il sistema nervoso centrale.
Sei meno capace di attivare quello che già c’è: perdi 1–2 ripetizioni sul tuo 10RM, ma velocità, ROM e tecnica sono identici.
Appena ricalibri volume, intensità o frequenza e recuperi a livello nervoso, la performance torna, spesso anche migliore, senza che tu abbia perso tessuto muscolare in modo significativo.
Lo stesso discorso vale per stress psicologico, giornate no e periodi difficili: lo stress alza il cortisolo, vero, e il cortisolo ha azione catabolica.
Ma, ancora una volta, il corpo ragiona sulla somma degli stimoli nel medio periodo: se il bilancio calorico è in pari o positivo e lo stimolo allenante rimane, la massa muscolare si mantiene. Quello che salta, semmai, è la tua capacità di spingere come dovresti a livello mentale e nervoso.
Un altro tema che genera paranoia è il digiuno. Nel natural bodybuilding i digiuni molto prolungati sono inutili e spesso controproducenti, ma dal punto di vista del catabolismo muscolare il discorso non cambia: se l’allenamento è programmato bene (volume, intensità, frequenza) e alla fine delle 24 ore il bilancio energetico è normocalorico o positivo, anche facendo uno o due pasti al giorno il muscolo non viene “mangiato” automaticamente.
Infine il sonno. Qui parlo anche da esperienza personale: soffro di insonnia cronica da anni. Il sonno scarso predispone al catabolismo, rende più difficile crescere, peggiora la percezione della fatica e la qualità del recupero.
Ma se continui ad allenarti con disciplina, mantieni il più possibile la prestazione e tieni il bilancio energetico almeno a zero, la massa muscolare si preserva. Quello che diventa realmente arduo è andare oltre, cioè spingere l’anabolismo a nuovi livelli.
Il filo conduttore
Il filo conduttore è uno: il corpo risponde agli stimoli in base alle priorità.
Se lo convinci con l’allenamento che quel muscolo serve davvero (intensità, coerenza di stimolo, progressione logica) e gli dai energia sufficiente, non ha motivo di smontarlo.
Se togli energia (deficit calorico), allora sì che il catabolismo diventa una reale minaccia, e tutti gli altri fattori che abbiamo citato possono peggiorare la situazione.
Molti usano la paura del catabolismo come alibi per allenarsi meno, saltare le sedute difficili o rinunciare quando la vita privata si complica.
Ma, nella pratica, la vera linea di demarcazione è tra chi continua a martellare con lucidità e chi si racconta scuse.
Antonio Morescanti – Founder HERO's BUILDER
PS: Ricorda: l’intensità percepita è la variabile fondamentale su cui si basano tutte le altre.
HERO'S BUILDER Bodybuilding coaching group di Antonio Morescanti
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